… ad essere sincera ho sempre creduto e credo tutt’ora che sia proprio stata quella la causa di tutti i nostri mali (intesi di noi donne). Una volta nascevi femmina e la tua vita era segnata, magari non era l’ottava meraviglia del mondo (al solito nascere maschi era di gran lungo preferibile), ma almeno sapevi che cosa ti aspettava:
Ipotesi uno: Latrina di lusso –>nonostante il tuo sex appeal da moffetta e la barba incolta, la dote ti avrebbe comunque assicurato un marito, pure un gran tronco di pino, magari … certo le corna non te le avrebbe tolte nessuno, ma almeno due bottarelle con finalità procreazione le avresti prese.
Ipotesi due: Latrina “Biafra” –> anche senza un soldo c’era speranza: vestito nero uniforme, cuffietta bianca, un gran bel crocefisso al collo e via … forse non col vento, ma al convento di certo.
Ipotesi tre: Gnocca –> …
Beh questa categoria è un caso a parte, per chi vi rientra la vita è tutta in discesa. Il detto “tira più un pelo di fica che un carro di buoi” è valido solo se la setola proviene dal triangolo delle Bermuda di una di quelle creature che non si spettinano manco sotto tifone. Le uniche donne ad essere sì a forma di pera, ma di pera rovesciata e che posseggono un deretano strumentalmente pari al mandolino e non al contrabbasso.
So bene che nell’analisi ho tralasciato il fattore intelligenza , accuratezza applicata non perché esaminato il problema con occhio critico maschile, bensì perché all’epoca la donna non pensava, o meglio lo faceva, ma solo come passatempo personale. Gli uomini erano all’oscuro che la donna possedesse neuroni attivi e vivaci (in numero e qualità spesso anche decisamente superiore), anzi guai alla sciagurata che faceva intravedere un segno di intelletto. Si sa per il maschio il sogno infinito è un figone tremendo e come ha musicato il buon Verdi “muto d’accento e di pensier!” (da qui deriva d’altronde anche il successo della bambola gonfiabile).
Riassumendo: se eri passabile o ricca ti sposavi con un pirla di più o meno buon nome, altrimenti diventavi felice coniuge dell’altissimo e Amen.
Tutto filava liscio fino alle suffragette – Mario il camionista che è in me da buon uomo mi suggerisce : ”vedi cosa succede appena una donna pensa parla ed agisce?!?”. Devo dargli ragione, se tutto fosse continuato come natura insegna oggi sarei probabilmente fra la casa a fare la maglia e il convento a spolverare l’altare, invece niente: “rivoluzione, girls-power!!!” ed eccomi qui nel grigiore del Politecnico a studiare ingegneria delle telecomunicazioni. Così ora se devo lasciare un uomo (perché col membro che ti lasciano loro) posso farlo via cellulare, Skype o satellite.
Se solo quelle maledette soldatesse rivendicanti la parità del gentil sesso avessero potuto immaginare a che punto ci avrebbero portato con le loro battaglie si sarebbero arrese ai loro destini di mogli accontentandosi di essere le “regine del focolare”. Perché almeno all’epoca eravamo ancora le regnanti di qualcosa. Giustamente senza regno è inutile aspettare il principe che si tratti di azzurro, celeste sbiadito o grigio topo. Mia madre mi ha sempre detto da brava francese “les hommes sont foutus” (francesismo per dire che gli uomini non esistono più, sono spacciati). Sarà, ma quelle “fouttute” (altro francesismo di cui non credo delucidazione sia necessaria) mi sa che siamo noi donne e purtroppo non nel senso sperato.
Oggi le donne prendono le redini delle loro vite, studiano, amano, leggono, viaggiano, trombano … e gli uomini? Beh sono sempre fermi là in attesa della moglie-madre-amica-psicologa-”baladeuse” e di fronte vedono sempre più esseri viventi, pensanti (il più delle volte) ed indipendenti. Mancano ormai i ruoli, la pantomima pre-1700 era necessaria alla sopravvivenza della specie ed io ne sono consapevole, per questo non sarò mai una femminista. Ovviamente sono ben contenta di aver potuto studiare, di poter lavorare e viaggiare, accrescere la mia cultura (per quanto non traspaia), ma tenendo fuori queste variabili ed esaminando solo quella del rapporto uomo-donna non posso non vedere il movimento di rivendicazione femminile come la stronzata del secolo, con tutto rispetto.
Per farla breve al mondo o nasci uomo o nasci cavalla da trotto, se no la tua vita sarà inesorabilmente complicata e a tratti (e se proprio ti va di culo solo a tratti) insoddisfacente.
Considerando che non rientro in nessuna delle due categorie, nonostante Mario e il fatto che ogni tanto qualche fringuello lo attiro anch’io, si può dedurre che godo di vita complicata con momenti, nemmeno tanto rari, di giramento di gonadi che per altro, fisicamente parlando, nemmeno posseggo.
S. M. L. P.

Cara Sabri…ti attendo al varco!!!!!! Quando cadrai follemente innamorata e ti sembrerà di avere con te la persona più miracolosa del mondo e ti chiederai “ma come è potuto succedere proprio a me con tutte le madonne che ho tirato giù sugli uomini???” E (conoscendoti) direi che…ne tirerai giù ancora una, ti farai una grassa risata e…vivrete felici e contenti
)
Sei sempre la mia solita solare romantica, certo è facile esserlo quando uno ha trovato l’Uomo della propria vita, e che Uomo direi
Guarda io detesto il femminismo, reputo quello e la rivoluzione sessuale tra i maggiori responsabili delle follìe moderne, mi definisco un convinto maschilista (purtroppo per te non alla mario il camionista).
Però ti chiedo, per capire, secondo te il femminismo è stato deleterio perchè ha reso le donne così superiori da non riuscire a trovare uomini alla loro altezza?
Cioè ora loro sono emancipate, libere, intelligenti, indipendenti etc etc al punto tale che sono terribilmente frustrate dalla massa senza nome di poveri stronzi depensanti, termine sinonimo di uomini?
No a rendere alcuni “uomini” (per fortuna non tutti) degli esseri privi di forza di volontà, scopi e senso di responsabilità, non è stato il femminismo, a quello ci hanno pensato le MAMME (che essendo anch’esse donne, ti fa capire quanto non siamo superiori, o almeno non furbe).
Il femminismo è una boiata sul piano rapporto uomo-donna.
Non ci sono più ruoli: le donne (sempre in un discorso generico di maggioranza) tendono a scimmiettare l’uomo per vedere accettate le proprie capacità nella società (insomma per sviare dall’idea: “quella è lì perché l’ha data a qualcuno”, tanto per intenderci) e l’”uomo” (sempre quello rovinato dalla “mutter”) davanti a donne con le “palle” non sa come comportarsi. Da questo fenomeno nascono tutti i problemi di cui sopra.
Esistono eccezioni, casistiche etc… ma grosso modo è così.
Sempre secondo la mia opinabile opinione
Inoltre il femminismo, come il maschilismo, tende a ghettizzare certe caratteristiche. Se uno trattasse il discorso con cognizione di causa non parlerebbe di femmine e maschi, bensì di persone.
Tuttavia questo è un insieme di ironiche scempiaggini e giramenti di scatole tradotte in parole, per cui esula da filosofiche visioni e austeri punti di vista.
Però una cosa non mi torna, la esprimo sotto forma di sillogismo aristotelico a 3 termini.
Le palle servono per vedere le proprie capacità accettate in società
QUINDI
Le donne scimmiottano gli uomini per avere le palle
SI DEDUCE CHE
Gli uomini hanno le palle
Ora però, mi chiedo, dato che tu, comunque, hai affermato che gli uomini moderni, causa mamme immanenti, non hanno grosse palle, anzi, temono le donne con le palle il sillogismo che naturalmente ne conseguirebbe dovrebbe essere
Uomini non hanno le palle
MA
Le donne scimmiottano gli uomini
QUINDI
Le donne non hanno le palle
Perciò io mi chiedo…come fanno le donne a derivare le proprie palle attraverso l’emulazione di un soggetto che non le possiede?
Perchè, su questa scorta, il ragionamento cade in contraddizione.
Piucchealtro io vorrei capire che cosa identifica una donna come “DOTATA DI PALLE”.
Tanto per iniziare i postulati sono incorretti.
Enunciati:
- Esistono diversi tipi di palle:
“palle”: nell’immaginario comune ciò che permette ad un individuo (nell’archetipo si tratta dell’uomo uscito dalla caverna per procacciare il cibo) di raggiungere la propria indipendenza (solitamente solo economica, ma spesso viene travisato) e ottenere una posizione, dei beni o altro.
palle: parte integrante dell’organo di riproduzione maschile.
e le Palle: ciò che ci distingue dalle amebe, ossia la capacità di scelta, la perseveranza nel seguire quanto scelto e la presa di responsabiltà verso le conseguenze che ne sono scaturite.
Per cui il primo termine è:
Le “palle” (che differenziano dalle Palle e dalle palle) servono per vedere le proprie capacità accettate in società.
Dove per società si intende “la massa”, quella che in Italia guarda “uomini e donne” e pensa che Moccia sia il Dante dei tempi nostri, per capirci…
QUINDI
Le donne scimmiottano gli uomini per avere le “palle”
SI DEDUCE CHE
Gli uomini hanno le “palle” (è vera anche l’affermazione:Gli uomini hanno le palle, ma difficilmente la donna può ottenerle senza chirurgia plastica).
Ora occhio al punto chiave:
Alcuni uomini non vuol dire TUTTI gli uomini (il che basterebbe a confutare la tua tesi, ma qui abbiamo visto che i termini non erano chiari), chiamando Y l’insieme uomini possiamo dire che yn (con n minore della cardinalità di Y, visto che sono alcuni e non tutti) elementi sono stati bacati dalle mamme e sono pertanto senza Palle.
Quando questi yn incontrano degli elementi del gruppo X (cromosomicamente puoi dedurre si tratti del gruppo donne) che hanno le Palle o anche solo le “palle” succede il patatrac.
Visto che n è minore della cardinalità di Y, ma è comunque un numero grande e dato che su X ci sono m (altrettanto numero grande anche se non uguale alla grandezza dell’insieme) elementi con Palle e/o “palle” puoi facilemente capire perché molte donne tendono a generalizzare vedendo gli uomini come senza Palle.