Devo ammetterlo, ho lasciato passare troppo tempo dalla mia ultima triste testimonianza e mi ha dato un certo piacere il sentire molti di voi lamentarsi di non poter leggere altri racconti dell’orrore. E così, eccovi accontentati.
Quale giorno migliore per ricominciare che il giorno degli innamorati?
Come non riportare alla mente dolci ricordi di ammmore sepolti nelle nebbie del passato?
La mia Madeleine di Proust è stato un giardinetto che è riuscito a risvegliare il sapore del primo bacio dal mio cervellino sapientemente rinchiuso nel dimenticatoio.
Finalmente ieri sono riuscita a mettere il naso fuori di casa, dopo più di una settimana di detenzione da esami, e passare una splendida giornata di spensierata idiozia con amiche reduci anche loro dalla mitica Cavolinia. Dopo un pomeriggio a rincorrere carri semi-vuoti in un surrogato di gay-pride piemontese (meglio non noto come “Va bin parade”) abbiamo approfittato dell’ospitalità del ragazzo di una delle mie allegre fanciulle per restaurarci prima dell’uscita serale (lavata di ascella pezzata, chili di correttore per le occhiaie che tornano a fare capocella come i funghi a fine estate, solcate di matita nera per emulazione di uno sguardo sexy cercando di evitare di sembrare come al solito dei panda in via di estinzione; insomma le solite cose che ci portano a passare dai 10 minuti alle comode 4 ore al cesso manco fossimo prese da un richiamo intestinale degno della Marcuzzi).
Con mio sommo stupore e non poca eccitazione alla “miiiii non ci posso creeedere”, mi sono trovata in Piazza Peyron alias l’agglomerato di altalene, scivoli, panchine e ghiaietta che hanno visto tutti i felici momenti di giuoco della mia fanciullezza … nonché testimoni del mio primo bacio. Meglio sarebbe dire del primo tentativo, in quanto non fu proprio un successo, ovviamente (si sa chi ben comincia …).
Il Lui in questione era il mio fidanzatino storico delle elementari che per simpatia chiameremo “Er Patacca”. La povera anima erano mesi che si preparava alla mossa tattica con grandi manovre quali regali di dubbia provenienza. Dopo aver speso le mitiche 200 lire nelle macchine spara palette ottenendo un anellino da regalarmi ed avendo in cambio da parte mia un simpatico commento quale: “Ma è di plastica!” (dura spiegarli che si trattava di una mera constatazione sul materiale, in quanto anni dopo avrei preso la luminosa strada dell’ingegnere …) il “Valentino in erba” si ingegnò riuscendo a regalarmi ogni settimana un oggetto ricercato di vera oreficeria. Una volta un bracciale, l’altra una collana ecc.. finché un giorno mia madre rispose al telefono: “Cerea signora sono la mamma dell’ “Er Patacca“, sta mane volevo indossare una collana della buonanima di mia suocera e mi sono accorta che metà delle mie parure mancava all’appello … ” breve fu l’intervallo di tempo fra la confessione della malcapitata e il grido di mia madre < SABRINA’ SABRINA’ J’imagine que tu n’en sais rien de cette affaire!?! > che tradotto vuol dire: so che detieni tu la refurtiva, prima che finiamo tutti al gabbio vedi de riporta’ er bottino a Lupin III de noi altri!
Peccato, devo dire che un po’ mi è dispiaciuto fra le “patacche” c’era qualcosina niente male… Comunque dopo tutto ciò era evidente che si trattava di vero amore e per cui il bacio sembrava al nostro Romeo il giusto coronamento di cotanto spassionato sentimento.
Mai pensiero fu stato più funestamente errato.
Il fallimentare tentativo avvenne appunto ai giardinetti di Piazza Peyron. Me ne stavo trulla, trulla in altalena quando “Er Patacca” mi fece uno sguardo che per lui doveva essere intenso alla Fonzie o alla Greese, ma più che altro risultò più simile a quello di un orbettino. Riuscì comunque nel suo intento e scesi dal trabiccolo. Mi disse di chiudere gli occhi (che scaltro romanticone) e dopo tempo zero sentii una strana roba viscida in bocca … la reazione fu immediata: giù di ganasce!, non esitai a difendermi da quella schifezza dandoci na mozzicata secca … il sapore di quel bacio è il ferroso gusto dell’emoglobina. Ovvio che non sanguinò alla maniera dell’ “Esorcista”, ma come quando ci si morde inavvertitamente addentando un panino. Inutile dire che l’idillio amoroso si concluse con la fine della quinta elementare. Dovetti aspettare 3 anni di medie (periodo d’oro in cui pesavo 58 chili come oggi, ma con 30 cm di differenza e la mia stylist personale era mammà che con gusto “Gauguiniano“
sceglieva appositamente i pantacollant più orrendi della storia della moda per sottolineare le mie splendide forme … poi dicono che una cresce stronza … va beh!) prima di ritentare l’ardua impresa, con non molto ulteriore successo, ma questo fa parte di un altro capitolo.
Fatto sta che “Er Patacca” era comunque un signore nonché gran sentimentale e nonostante tutto, mi regalò per il nostro ultimo San Valentino un gadget al quale teneva parecchio (e per un bambino dell’epoca capirete che si trattava davvero di un gran tesoro) il portachiavi-scarpa gadget di Italia 90’.
Anche se ora mi sorge un dubbio … mica aveva fregato pure quello?!?
Mi immagino Papà Patacca frignante alla ricerca del suo feticcio… ma si alla fine cosa importa: è il pensiero che conta!
S.M.L.P.


AAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAH!!!!
Mamma mia, io mica conoscevo questo retroscena!!!
Ahahahhahahhahah!!
Una cosa posso aggiungerla: fonti sicure mi hanno detto che “Er Patacca” ha ancora oggi un debole per i portachiavi pataccari(tal quali a lui), come quello che ti ha regalato. Pare sia una sua mossa tattica regalarne uno, per conquistare una donzella!
AAHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAH!!
e dimmi Er Patacca lo conosco anche io?
eri dolcissima da piccola eri un bon bon. Piazza peyron era il top dei top mi manca la mia zona
beh… fiko o.o… sono finito su questo blog con un giro stranissimo o.o… in pratica dovrei dormire da qualche ora… domani levataccia e lezione alla sapienza -.-… o.o… beh… niente cercavo un testo di venus in furs dei velvet underground ed eccomi qua o.o… beh posso dire senza il minimo sarcasmo che leggere questo post è stata una delle cose che ha reso più utile perdere 20 minuti di sonno… spero giunga prima o poi un nuovo patacca xD… tanto non ti illudere… magari cambieremo nei modi e probabilmente anche nel genere di patacca… ma siamo tutti pataccari
…
fikissimo dico io!!! Grazie mille Fulvio per il post, non sai quanto piacere provo nel vedere che le mie idiozie sono apprezzate dal viril sesso XD
Tra l’altro sfrutto il tuo commento per avvisare che ben presto esordirò su una webradio (che ovviamente sponsorizzerò sul blog), perché sai l’amore per la musica e le stronzate non ha confini, almeno per me