Ah finalmente un plotone, ma che dico un plotone!
un pot-pourri di reggimenti, un bouquet di uomini veri, virili e altissimamente devoti a Dio Bacco ha invaso le vie della capitale monarchica dei 150 anni, riempiendola di tini e ormoni in fibrillazione.
Ebbene sì,
questo anno Torino è stata la sede del raduno dei nostri carissimi portatori di penna, e mi riferisco a quella nera che svetta da bandiera sul loro cappello… gli Alpini.
E volevate che con un ludibrio di testoteronici villici in libertà non partivo in spedizione per il centro? Per forza!!!
Questi splendidi esemplari di ogni età di maschia “resistenza” all’alcool in ogni sua forma dalla grappa al “lambrusc”, restano la nostra ultima speranza femminea.
Al richiamo di: “ehi bella ragazza vuoi un bicchiere di vino” passano in rassegna le doti corporee delle possibili partner (un po’come le pavonesse fanno con le ruote), e diciamo che la manica è tanto larga quanto il tasso alcolico è più alto. Per cui se vi sentite in quel mood depressivo alla “ho il sedere grosso”, “dovrei dimagrire”, “va che pancia!” and so on, armatevi ed andate ad un raduno. L’autostima vi può salire alle stelle, più che fare un giro in short e maglietta bianca lungo le strade di campagna frequentate solo da trattori e camionisti.
Personalmente devo ritenermi soddisfatta, ho superato pienamente la visita di leva almeno per quanta riguarda il lato B.
Perché solo l’uomo che ha sofferto le vere angherie del freddo, della fame e della solitudine, sa apprezzare l’unica cosa importante della vita:
ossia la fi… ducia nel prossimo come diceva il finissimo Zalone.
E poi l’alpino è un signore,
in lui restano i sani principi di una volta, conosce il valore della donna e della sua “presunta” verginità. Non stupitevi allora quando vi chiederà in sposa ancor prima di sapere come vi chiamate.
Insomma ragazze tutta un’altra musica.
Ben diversa dall’esempio di prince charming che in contemporanea ho avuto modo di conoscere aspettando il mio turno nelle toilette dell’amburgherificio americano di Piazza Castello.
Anzi, se leggessero questo blog le mie compagne di sventura; a tutte voi un saluto di cordoglio.
Apro una piccola e deprimente parentesi dato che non mi era ancora capitato di assistere ad un coito extra-dominciliare in bagni pubblici… e di così breve durata.
PARENTESI APERTA (
La compagna dell’armadillo in amore non proferiva verbo e probabilmente non interagiva come sperato col giovane duca che al grido di: <<dai su datti da fare che ti frega di quelle galline che aspettano fuori!!!>>, incoraggiava l’amata nell’amplesso.
Nel giro di tre minuti la porta si è finalmente aperta palesando i due fidanzatini di Penet. Inutile che mi soffermi sul descrivervi la loro innata classe… specie di lui, ho davvero invidiato questa giovane Cenerentola.
Comunque il lord, non pago della performance si è lamentato con il pollaio chiedendo perché ora fossimo tutte zitte…
<<Cos’è vuoi anche un applauso per la performance? Beh sì mi sembra anche giusto dopo il bello spettacolo, su ragazze con me: BRAVO!!! EVVAI!!! CHE MASCHIO!!!>>
Fortuna che le mie colleghe hanno rincarato con fischi e sbattimento di tacchi. Eh sì aveva ragione pure lui, sti 240 secondi di fuoco e scintille andavano ben premiati…
Se fosse passato di lì un alpino altro che Ola, si sarebbe dovuto nascondere… tre minuti manco a -15 sul monte Mars!!!
) PARENTESI CHIUSA
Fortuna che ci sono gli alpini!,
maschi alpha di tutto rispetto che sanno anche cantare, e se non hanno strumenti vanno a cappella. Si intonano tra loro facendosi l’un l’altro da diapason e… via dal sacro al profano, ma con gran classe anche nel canto più goliardico.
Con uomini così non ci si può annoiare, certo si rischia di perderli per qualche ora di coma etilico, ma al mattino li rivedi ancora in piedi pronti per un grappino.
Fra l’altro conoscono tutti i nostri trucchi per apparire più belle, non gliela si fa così facilmente.
Parlando infatti durante la rapida, ma esaustiva panoramica per verificare le mie qualità, mi hanno sottolineato che il tacco e il jeans aiutano a fare un bel “tafanari” (alias deretano). Di fatti la scarpa alta mette in tensione i muscoli delle gambe rassodando il fondoschiena che sembra più tonico.
Pare che scendendo dalle alture dei bei mandolini si siano dimostrati nella loro natura di contrabbassi.
Uomini e donne, ascoltate ed imparate!
Io personalmente metterei a Torino un raduno fisso, anche perché ballare la mazurka in piena Via Po non ha prezzo!
… e poi si sa per tutto il resto ci sono sempre i bagni del Mac.

